F A Q 

La Locazione e i contratti

 

1) Che Cosa si intende per locazione?

 

1) Il Codice Civile, al Quarto Libro, Titolo III, Capo  VI, regola tutti i rapporti relativi alla locazione che consiste in un contratto sinallagmatico (a prestazioni corrispettive) ove una parte (locatore) mette a disposizione della controparte (conduttore) un bene (nel caso un immobile) a fronte di una controprestazione (pagamento di un canone).

 

 

 

2) Esistono altre norme che regolano i rapporti connessi con la locazione?

 

2) Oltre alle norme del Codice Civile, nel tempo si sono susseguite diverse leggi per regolamentare la locazione di appartamenti e, quelle in vigore cui fare riferimento sono la Legge 27 luglio 1978 n. 392, (della quale parecchi articoli sono stati abrogati da leggi successive), la Legge 9 dicembre 1998 n. 431, successive modificazioni, Decreti, Accordi Locali su delega della Legge 431/98 e, infine, Usi e Consuetudini locali e Giurisprudenza.

 

 

 

3) Per quali categorie catastali è applicabile la nuova normativa?

 

3) La nuova Legge, viene applicata esclusivamente ad abitazioni appartenenti alle Categorie Catastali

  - A/2 (abitazioni di tipo civile)

  - A/3 (abitazioni di tipo economico)

  - A/4 (abitazioni di tipo popolare)

  - A/5 (abitazioni di tipo ultrapopolare)

  - A/6 (abitazioni di tipo rurale)

  - A/7 (abitazioni in villini)

mentre non viene applicata e le parti sono libere di concordare canone, durata e quant'altro, nell'ambito di quanto disposto dal Codice Civile per le abitazioni appartenenti alle Categorie Catastali

   - A/1 (abitazioni di tipo signorile)

   - A/8 (abitazioni in ville)

   - A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

 

 

 

4) Che tipo di contratto si può stipulare per un appartamento per uso abitazione?

 

4) - I diversi contratti che la nuova normativa consente di 

      stipulare sono:

 

          a - Contratto libero (ai sensi dell'art. 2, comma 1) dove è consentito fissare un canone e clausole personalizzate purché non in contrasto con le norme vigenti.

          b - Contratto tipo per uso abitativo a canone concordato ai sensi dell'art. 2, comma 3.

          c - Contratto ad uso abitativo di natura transitoria: ai sensi dell'art. 5, comma 1

          d - Contratto di locazione di natura transitoria per esigenze abitative di studenti universitari fuori sede ai sensi dell'art. 5, comma 2

 

        I contratti b), c), e d) sono tutti contratti a canone concordato.

 

 

 

5) Cosa si intende per contratto libero?

 

5) L'art. 2, comma 1 della legge 431/98, lascia libere le parti contraenti di determinare (comunque sempre in forma scritta) nel modo che preferiscono tutte le clausole (compreso il canone), a esclusione della sola durata che non deve essere inferiore a quattro anni, decorsi i quali, i contratti sono rinnovati per un periodo di altri quattro anni, salvo diniego da parte del locatore, che deve avvenire, tramite comunicazione scritta con preavviso di almeno sei mesi per i motivi previsti all'art. 3, comma 1.

 

 

 

6) Cosa si intende per contratti a canone concordato?

 

6) La Legge 431/98 ha disposto che oltre a poter stipulare contratti a canone libero, si possano stipulare anche contratti a canone concordato. Per canone concordato non si intende un canone il cui ammontare è lasciato alla libera determinazione delle parti, ma un canone calmierato per la cui determinazione la Legge 431/98 ha dato delega ai Comuni e alle associazioni di categoria della proprietà e degli inquilini di stabilire criteri. Relativamente alla città di Roma, il Comune di Roma, di concerto con le principali associazioni di categoria della proprietà e degli inquilini ha definito i valori minimi e massimi per ciascuna delle 167 microzone per la stipula di contratti di locazione agevolati. Il testo del contratto non deve discostarsi assolutamente da quello pubblicato sul decreto del febbraio 2004. Come contropartita il locatore, pur percependo un canone a volte di poco inferiore ai valori di mercato, gode comunque di una serie di agevolazioni fiscali e cioè: - IRPEF da calcolare solo sul 59,5% del canone di locazione; - Aliquota ICI ridotta o azzerata per il periodo di locazione in relazione agli stanziamenti del Comune; - Tassa di registro scontata del 30%.

 

 

 

7) - Quali sono i principali obblighi del locatore (proprietario)?

 

7) - Il locatore, in ossequio all'art. 1575 c.c. deve:

a)             consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione;

b)             mantenerla in stato da servire all'uso convenuto;

c)             garantirne il pacifico godimento durante la locazione.

d)             eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore.

 

 

8) Quali sono i principali obblighi del conduttore (inquilino)?

8) Il conduttore in ossequio all'art. 1587 c.c.

a)             - prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene per l'uso determinato nel contratto o per l'uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze;

b)             - dare il corrispettivo nei termini convenuti.

c)             - rispondere della perdita e del deterioramento della cosa che avvengono nel corso della locazione, anche se derivanti da incendio, qualora non provi che siano accaduti per causa a lui non imputabile (art. 1588 c.c.). nonché della perdita e del deterioramento cagionati da persone che egli ha ammesse, anche temporaneamente, all'uso o al godimento della cosa.

d)             - restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l'ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall'uso della cosa in conformità del contratto (art. 1590 c.c.), ma non risponde del perimento o del deterioramento dovuti a vetustà.

e)             - salvo disposizioni particolari della legge o degli usi, il conduttore non ha diritto a indennità per i miglioramenti apportati alla cosa locata (art. 1592 c.c.). Se però vi è stato il consenso del locatore, questi è tenuto a pagare un'indennità corrispondente alla minor somma tra l'importo della spesa e il valore del risultato utile al tempo della riconsegna. Anche nel caso in cui il conduttore non ha diritto a indennità, il valore dei miglioramenti può compensare i deterioramenti che si sono verificati senza colpa grave del conduttore.

f)                - il conduttore che ha eseguito le addizioni sulla cosa locata ha diritto di toglierle alla fine della locazione qualora ciò possa avvenire senza nocumento della cosa, salvo che il proprietario preferisca ritenere le addizioni stesse (art. 1593 c.c.). In tal caso questi deve pagare al conduttore un'indennità pari alla minor somma tra l'importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna.

g)             - quando la cosa locata necessita di riparazioni che non sono a carico del conduttore, questi è tenuto a darne avviso al locatore (art. 1577 c.c.). Se si tratta di riparazioni urgenti, il conduttore può eseguirle direttamente, salvo rimborso, purché ne dia contemporaneamente avviso al locatore.

 

 

 

9) Quali vantaggi ha un proprietario ad affittare un appartamento a persone non residenti?

 

9) Non esiste alcun vantaggio né alcun svantaggio ad affittare un appartamento a cittadini non residenti. La residenza non costituisce alcun tipo di discriminante relativamente ai contratti di locazione.

 

 

 

10) Che cosa è il contratto di foresteria?

 

10) Il contratto di foresteria non è un tipo di contratto codificato, ma le sue caratteristiche si desumono ed emergono dalle sentenze di giurisprudenza di magistrati che hanno preso in considerazione vertenze legate a questo tipo di contratto.

Per cui il contratto per foresteria si configura come un contratto in cui una parte (locatore), mette a disposizione della controparte (non persona fisica, ma persona giuridica ossia società di capitali - s.p.a. o s.r.l. -) un appartamento da adibire a civile abitazione per propri amministratori, dipendenti e/o consulenti.

Rimangono comunque oggetto di discussione in sede giurisprudenziale:

a)             se la durata debba essere necessariamente di quattro anni come nel classico contratto a canone libero codificato dalla Legge 431/98 ovvero di durata inferiore connessa con l'esigenza specifica del conduttore;

b)             se, trattandosi di un contratto ove il fine non è una diretta esigenza abitativa, alla scadenza contrattuale concordata si sia obbligati a concedere proroghe o rinnovi connessi con una temporanea necessità del sub-conduttore (la persona che effettivamente abita l'appartamento).

c)             se l'appartamento possa o meno essere adibito dalla società quale abitazione per dipendenti o quant'altro a titolo temporaneo e/o saltuario o continuativo nel tempo: fatto quest'ultimo che secondo qualche orientamento giurisprudenziale porterebbe ad escludere una delle caratteristiche della foresteria.

 

 

 

11) E’ possibile concedere in locazione un appartamento accatastato ad uso abitativo Cat. A/4 come ufficio e/o studio privato? E nel caso, è necessario chiedere la variazione di categoria catastale?

 

11) Qualora in un immobile non vengano effettuati lavori di adeguamento non è necessario il cambio di destinazione d'uso: secondo l’indirizzo pressoché unanime della giurisprudenza la variazione d'uso senza opere è solo funzionale e, conseguentemente, libera (Vedi Sentenza N. 73 del 28/1-11/2 1991 della Corte Costituzionale e Decisione N. 231 del 10 marzo 1999 della V Sezione del Consiglio di Stato).

 

 

 

12) Cosa accade se viene venduto l'immobile concesso in locazione?

12) La locazione non cessa se la cosa locata è alienata, anche a titolo gratuito. In caso di vendita dell'immobile oggetto del contratto di locazione, l'accordo è quindi opponibile al terzo acquirente solo se se ha data certa anteriore all'alienazione della cosa (art. 1599 c.c.). In tal caso l'inquilino continuerà a godere del bene secondo l'accordo stipulato con l'alienante e sino allo scadere di esso.

Le locazioni di beni immobili non trascritte non sono opponibili al terzo acquirente, se non nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione.

 

 

13) In quali casi si può richiedere lo sfratto?

13) Il procedimento per ottenere la convalida di sfratto può avviarsi ad opera del locatore:

A.             per finita locazione: quando il contratto è scaduto o sta per scadere;

B.             per morosità: in caso di mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, oppure in caso di mancato pagamento, nel termine previsto, degli oneri accessori quando l'importo non pagato superi quello di due mensilità del canone.

In tutti i casi la procedura si avvia con una intimazione, rivolta dal locatore al conduttore, di lasciare libero l'immobile, con contestuale citazione in udienza del conduttore per la convalida.

In udienza il conduttore può decidere:

a.        di non comparire, e in tal caso il giudice ordina la convalida esecutiva efficace dopo 30 giorni;

b.        di presentare opposizione, ma se questa non è fondata su prova scritta, il giudice concede comunque la convalida il rilascio dell'immobile, con ordinanza immediatamente esecutiva;

c.        di comparire e, se si tratta di uno sfratto per morosità, chiedere che venga concesso un termine di grazia (non superiore a 90 giorni) per consentire il pagamento dei canoni non onorati.

 

 

 

La registrazione del contratto

 

 

14) Quali sono i contratti di locazione soggetti a registrazione ?

 

14) Dal 1° gennaio 1998 è obbligatoria la registrazione di tutti i contratti di locazione ed affitto di immobili, non formati per atto pubblico o scrittura privata autenticata di durata superiore a trenta giorni.

 

 

 

15) Come si registra un contratto?

 

15) Dopo la firma delle parti, entro 30 giorni dalla data che compare sul contratto,  su ogni copia vanno applicate marche da bollo da Euro 14,62 per ogni 4 pagine ovvero per ogni 100 righe, quindi va riempito il Modulo F23 e pagato l'importo (2% del canone annuale) presso un Istituto di Credito o un Ufficio Postale e, con la ricevuta del pagamento e tre copie del contratto ci si reca presso una delle Agenzie delle Entrate, si riempie il Modulo 69, e si consegna il tutto all'addetto di sportello il quale ne restituirà due copie debitamente timbrate, una per ciascuna delle due parti contraenti.

 

 

 

16) Chi deve pagare le spese di registrazione?

 

16) Il costo delle spese di registro va diviso a metà tra le parti secondo quanto dispone l’art. 8 della Legge 392/78 mentre il costo delle marche da bollo da applicare sui contratti rimane a carico del solo conduttore secondo quanto dispone il Decreto Ministeriale 30-12-2002 pubblicato sul Supplemento Ordinario N. 59 della Gazzetta Ufficiale n. 85 dell’11 aprile 2003 che, nei testi dei contratti tipo previsti dalla Legge 431/1998, recita “Tutte le spese di bollo, di quietanza e di esazione canoni, sono a carico del conduttore”.

 

 

17)  - Sono soggetti a registrazione anche i contratti verbali ?

17) Ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 131/1986 sono soggetti a registrazione anche i contratti verbali di locazione o affitto di beni immobili esistenti nel territorio dello Stato.

 

18) Se un immobile è intestato a una società di capitali ed è considerato bene strumentale, si dovrà emettere fattura IVA per i canoni? E l'inquilino dovrà pagare due imposte ?

18) No, la legge stabilisce il principio di alternatività tra l'applicazione dell'IVA e quella dell'imposta proporzionale di registro; in via generale l'art. 40 del D.P.R. N. 131/1986, stabilisce che alle cessioni di beni o prestazioni di servizi, si applica soltanto l'imposta in misura fissa.

Inoltre ai sensi dell'art 5, comma 2, dello stesso D.P.R. le scritture private non autenticate comportano soltanto la registrazione in caso d'uso se tutte le disposizioni in esse contemplate sono relative ad operazioni soggette all'imposta sul valore aggiunto.

 

19) Relativamente alla locazione di un immobile, oltre al contratto quali altri eventi sono soggetti a registrazione?

19) Gli articoli 3 e  17 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 stabiliscono che anche le cessioni, risoluzioni e proroghe, anche tacite, dei contratti di locazione devono essere registrate.

 

20) Anche per le cessioni, risoluzioni e proroghe l'imposta minima non può essere inferiore alla misura fissa di €uro 67,00?

20) Si, il Ministero delle Finanze (Ris. N. 260193 del 18.6.1990 e Circolare 16.1.1998, n. 12/E), ha precisato che in questi casi il tributo dovuto si configura come principale, poiché gli atti sopra indicati hanno natura autonoma e innovano rispetto ai precedenti contratti di locazione o sublocazione.

In particolare, qualora un locatore ceda in locazione un appartamento ad uso ufficio a persona giuridica e questa nel corso del contratto chiuda la prima società e continui l’attività con una nuova società è possibile proseguire il contratto senza riiniziare la decorrenza dello stesso pagando €uro 67 con modulo F23, mettendo al primo posto il vecchio conduttore e al secondo il nuovo, inserendo la causale 110T (cessione contratto locazione), sotto la dizione anno l’anno in cui è stato sottoscritto il contratto e sotto la dizione numero il numero apposto a penna nel timbro dell’Agenzia delle Entrate.

 

21) L'imposta di bollo si applica ogni 4 facciate, indipendentemente dal numero di righe e dalla dimensione dei caratteri ?

              21) L'art. 5 del D.P.R. 26-10-972 n. 642, ai fini dell'applicazione dell'imposta di bollo, stabilisce che il foglio si intende composto da quattro 

              facciate e la pagina da una facciata.

Qualora nella pagina vengano inserite più di 25 righe, l'imposta è dovuta per ogni 100 linee o frazione di 100 linee effettivamente utilizzate.

 

 

22) Se un contratto di locazione è composto anche da alcuni allegati: si deve seguire una procedura particolare ?

22) La richiesta di registrazione di un atto vale anche per gli atti ad esso allegati, ma non importa applicazione dell'imposta se si tratta di documenti che costituiscono parte integrante dell'atto, di frazionamenti, planimetrie, disegni, fotografie e simili ovvero di atti non soggetti a registrazione (art. 11, comma 7, del D.P.R. n. 131/1986).

 

23) In caso di contratto di locazione a tempo indeterminato si deve indicare una data finale ?

23) Sì, in quanto, ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. n. 131/1986:

·           se il contratto è a tempo indeterminato l'imposta è applicata in base 

alla durata dichiarata dalla parte che ne chiede la registrazione;

·           se alla data indicata il rapporto non è cessato deve essere presentata all'ufficio una nuova denuncia in base alla quale l'imposta viene determinata in relazione alla maggiore durata del contratto.

 

24) Chi deve provvedere alla registrazione ?

24) Ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. N. 131/1986 sono obbligati a richiedere la registrazione:

a.              le parti contraenti per le scritture private non autenticate, per i contratti verbali e per gli atti pubblici e privati formati all'estero;

b.              i notai, gli ufficiali giudiziari, i segretari o delegati della pubblica amministrazione e gli altri pubblici ufficiali per gli atti da essi redatti, ricevuti o autenticati.

Nei casi indicati nella lettera a) potrà procedere alla registrazione indifferentemente il proprietario dell'immobile (locatore) o l'inquilino (conduttore), fermo restando che l'imposta sarà comunque a carico del 50% per ciascuna parte contraente.

 

25) In quale ufficio dell'Agenzia delle Entrate ci si deve recare per procedere alla registrazione?

25) Ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. n. 131/1986 le scritture private o i contratti verbali possono essere registrati in qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate su tutto il territorio nazionale.

 

26) Entro quale termine si deve procedere alla registrazione ?

26) L'art. 68 della legge 21 novembre 2000, n. 342 ha elevato a 30 giorni il termine per il versamento dell'imposta dovuta per la registrazione dei contratti di locazione e l'affitto di beni immobili e per le cessioni, risoluzioni o proroghe anche tacite degli stessi.

 

27) In caso di locazione ad Ambasciate, Consolati o personale diplomatico, quali regole si devono rispettare per la registrazione del contratto?

27) Le Ambasciate, i Consolati ed il personale diplomatico sono esenti dalla tassa di registrazione per cui questi, una volta sottoscritto il contratto, devono richiedere all’Ufficio del Cerimoniale del Ministero per gli Affari Esteri il relativo documento di esenzione e consegnarlo al proprietario; questi potrà recarsi presso qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con tre copie del contratto, il Modulo 69, il documento rilasciato dal Ministero per gli Affari Esteri e le regolari Marche da Bollo e registrare il contratto senza alcuna ulteriore spesa per tutta la durata del contratto.

 

28) Entro quale termine vanno registrati i contratti ad Ambasciate, Consolati e Diplomatici?

28) Normalmente i tempi del Ministero per gli Affari Esteri per rilasciare il documento di esenzione vanno dai 15  ai 90 giorni tuttavia, poiché eventuali more in caso di ritardata registrazione, possono essere commisurate in percentuale solo sulla tassa di registro ed essendo questa pari a zero, si può tranquillamente registrare il contratto successivamente all’ottenimento del documento di esenzione senza che questo comporti alcun problema.

 

29) Come si calcola l'imposta di registro dei contratti di locazione sottoposti per la prima volta alla registrazione ?

29) L'art. 5 della parte I della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986 stabilisce un'aliquota del 2% con un minimo di 67,00 €uro.

In caso di contratti di durata pluriennale è possibile corrispondere l'imposta per l'intera durata del contratto; in tal caso l'imposta medesima si riduce di una percentuale pari alla metà del tasso di interesse legale moltiplicato per il numero delle annualità.

In caso di contratto a canone concordato si ha diritto ad uno sconto del 30% sulla tassa di registrazione.

 

30) Dopo l'introduzione dell'€uro, con quali criteri si deve arrotondare l'imposta di registro ?

30) L'imposta, quando non è dovuta in misura fissa, deve essere arrotondata all'unità per difetto, se la frazione è inferiore a 50 centesimi, e per eccesso se non inferiore (art. 41 D.P.R. 131/1986).

 

31) Nel calcolo dell'imposta si deve considerare solo l'affitto vero e proprio oppure anche gli oneri accessori (spese condominiali, utenze, ecc.) ?

31) Il Ministero delle Finanze con Risoluzione 29-2-1980, n. 251167 ha affermato che gli oneri accessori, qualunque ne sia la natura, non devono essere considerati componenti della base imponibile del contratto.

 

32) Se il contratto prevede che l'affitto venga aggiornato annualmente in base all'indice Istat, si può ugualmente pagare l'imposta per tutta la durata del contratto medesimo ?

32) Si in quanto l'art. 35, comma 2, del D.P.R. n. 131/1986 stabilisce che gli aggiornamenti o gli adeguamenti del canone a norma della legge 27-7-1978, n. 392 hanno effetto solamente ai fini della determinazione della base imponibile in caso di proroga del contratto.

 

33) Se un contratto prevede il pagamento di un deposito cauzionale da parte del conduttore, quale rilievo ha tale deposito per la registrazione ?

33) Il Ministero dell'Economia e delle Finanze con Risoluzione 22-5-2002, n. 151/E ha precisato che, se le parti nel contratto di locazione convengono un deposito cauzionale, questo è soggetto all'aliquota dello 0,50% qualora la firma apposta sul contratto vale anche come ricevuta mentre nulla è dovuto se la ricevuta è rilasciata a parte.

 

34) Se un contratto prevede una fideiussione a garanzia del pagamento del canone, questa è soggetta a tassa di registrazione?

34) Se la garanzia è prestata da una delle parti contraenti, come avviene di solito o da un istituto di credito non è prevista alcuna spesa; se al contrario la fideiussione o garanzia è prestata da un terzo le parti sono tenute al pagamento una tantum dello 0,50% sull’importo garantito per l’intero periodo di locazione.

 

 

35) Alla tassa del 2% calcolata sul canone annuo, dovuta per il rinnovo di ogni singolo contratto deve essere aggiunta qualche altra voce (es. Imposta di registro o altro) ?

 

35) La "tassa" del 2% corrisponde all'aliquota dell'imposta di registro che si applica sul canone annuo. In caso di annualità successive alla prima è l'unico tributo previsto (Art. 5 della Tariffa - Parte I - D.P.R. n. 131/1986).

 

 

36) In caso di contratto transitorio della durata di un anno e, nel corso dell'anno stesso l'inquilino rilascia l'alloggio, è possibile recuperare una parte della tassa pagata ad inizio anno?

 

36) - No, in quanto ai sensi dell'art. 17, comma 3, del D.P.R. n. 131/1986, come modificato dall'art. 21, comma 18, della legge n. 449/1997, solo nel caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione di durata pluriennale, per il quale sia stata versata l'imposta di registro sul corrispettivo pattuito per l'intera durata contrattuale, il contribuente ha diritto al rimborso della parte dell'imposta relativa alle annualità successive a quella in corso (Circ. Min. Finanze, 16-1-1998, n. 12/E).

 

 

37) Cosa accade se viene venduto l'immobile concesso in locazione?

37) La locazione non cessa se la cosa locata è alienata, anche a titolo gratuito. In caso di vendita dell'immobile oggetto del contratto di locazione, l'accordo è quindi opponibile al terzo acquirente solo se se ha data certa anteriore all'alienazione della cosa (art. 1599 c.c.). In tal caso l'inquilino continuerà a godere del bene secondo l'accordo stipulato con l'alienante e sino allo scadere di esso.

Le locazioni di beni immobili non trascritte non sono opponibili al terzo acquirente, se non nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione.

 

 

38) In quali casi si può richiedere lo sfratto?

38) Il procedimento per ottenere la convalida di sfratto può avviarsi ad opera del locatore:

A.             per finita locazione: quando il contratto è scaduto o sta per scadere;

B.             per morosità: in caso di mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, oppure in caso di mancato pagamento, nel termine previsto, degli oneri accessori quando l'importo non pagato superi quello di due mensilità del canone.

In tutti i casi la procedura si avvia con una intimazione, rivolta dal locatore al conduttore, di lasciare libero l'immobile, con contestuale citazione in udienza del conduttore per la convalida.

In udienza il conduttore può decidere:

a.        di non comparire, e in tal caso il giudice ordina la convalida esecutiva efficace dopo 30 giorni;

b.        di presentare opposizione, ma se questa non è fondata su prova scritta, il giudice concede comunque la convalida il rilascio dell'immobile, con ordinanza immediatamente esecutiva;

c.        di comparire e, se si tratta di uno sfratto per morosità, chiedere che venga concesso un termine di grazia (non superiore a 90 giorni) per consentire il pagamento dei canoni non onorati.

 

 ICI

 

  1. Chi è tenuto al effettuare il pagamento dell' ICI?
    L' ICI deve essere pagata:

o              dai proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato;

o              dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) sugli stessi beni;

o              dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);

o              dai concessionari di aree demaniali.

 

2.      Quali sono i coefficienti ICI per determinare la base imponibile degli immobili?
Per i fabbricati di categoria A, B, C il coefficiente è 100 (con esclusione delle categorie A/10 e C/1).
Per i fabbricati di categoria A/10, D il coefficiente è 50.
Per i fabbricati di categoria C/1 il coefficiente è 34.
Per quanto riguarda i terreni, il reddito dominicale viene rivalutato del 25% e moltiplicato per 75.
Per le aree edificabili si utilizza il valore commerciale dell'area al 1° gennaio dell'anno di imposizione.

 

 

  1. Dove è possibile reperire e verificare le Aliquote ICI?
    Le Aliquote sono disponibili sul sito dell'ANCI all'indirizzo www.webifel.it/ici/ici2000.asp.

 

  1. La detrazione dell'abitazione principale può essere applicata alle pertinenze?
    Sì, fino al raggiungimento della capienza della detrazione, a meno di particolari delibere comunali che prevedano la limitazione del trattamento agevolato ad una sola pertinenza.

 

  1. Se si possiede un'unica unità immobiliare data in locazione, questa viene considerata abitazione principale?
    No, in quanto è considerata abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale nella quale il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente.

 

  1. Si può applicare la detrazione per l'abitazione principale all'unico immobile posseduto dato in uso gratuito ad un familiare di primo grado?
    No, a meno che il Comune abbia deliberato l'assimilazione degli immobili dati in uso gratuito ai familiari all'abitazione principale.

 

  1. Come va ripartita la detrazione per l'abitazione principale?
    La detrazione viene suddivisa in parti uguali tra i contribuenti che vi dimorano abitualmente, indipendentemente dalla quota di possesso dell'immobile.

 

  1. Il terreno pertinenza del fabbricato deve essere dichiarato ai fini dell' ICI?
    Il terreno è parte integrante dell'edificio e pertanto la rendita catastale comprende anche la quota attribuibile al terreno.

 

  1. In presenza di un fabbricato composto da due unità immobiliari catastalmente distinte adibito ad abitazione principale, come viene suddivisa la detrazione?
    In questo caso, essendo presenti due distinte rendite catastali, su una soltanto di queste verrà applicata la detrazione per l'abitazione principale, a meno di particolari delibere comunali.

 

  1. Nel caso in cui l'acquirente di un immobile non risulti esserne il proprietario in quanto non ancora registrato al Catasto, chi dovrà pagare l' ICI?
    L' ICI è dovuta dal proprietario, usufruttuario o titolare di un altro diritto reale.

 

  1. E' dovuta l' ICI per i terreni situati nei Comuni montani?
    No, in quanto considerati esenti.

 

  1. Un coltivatore diretto può considerare rurale la propria abitazione principale, e di conseguenza essere escluso dal pagamento del tributo?
    Il fabbricato si considera rurale, purché sia i terreni che il fabbricato siano ubicati nello stesso Comune o in Comuni confinanti.

 

  1. Nel caso in cui il calcolo dell'imposta dia luogo a valori decimali, come viene effettuato l'arrotondamento?
    L'arrotondamento viene effettuato alla seconda cifra decimale.

 

  1. I fabbricati non accatastati o privi di abitabilità sono soggetti all' ICI?
    L'imposta è calcolata in riferimento al valore dei fabbricati che risultano comunque utilizzati dal possessore, indipendentemente dalla presenza o meno di un certificato catastale.

 

  1. Chi è tenuto alla presentazione della Dichiarazione ICI?
    La Dichiarazione ICI va presentata nel caso in cui nel corso dell' anno precedente siano intervenuti uno o più dei seguenti casi:

o        acquisto di un fabbricato;

o        cessione di un fabbricato;

o        costituzione o estinzione di un diritto reale;

o        stipulazione di un contratto di locazione finanziaria;

o        attribuzione o variazione della rendita catastale derivante da modifiche strutturali;

o        decesso del contribuente;

o        immobile diventato abitazione principale;

o        immobile che ha perso i requisiti per essere considerato abitazione principale;

o        attribuzione rendita, annotazione rendita negli atti catastali e contabilizzazione dei costi aggiuntivi per i fabbricati di categoria D posseduti da imprese.

La Dichiarazione ICI deve essere presentata dai residenti all'estero possessori di immobili in Italia, i quali abbiano subito variazioni nel corso dell' anno precedente.

 

  1. Quali sono le scadenze di presentazione della Dichiarazione ICI?
    La scadenza della dichiarazione ICI coincide con quella di presentazione della dichiarazione Unica dei redditi, dell'IVA e dei contributi e premi assicurativi, oppure con la presentazione del Modello 730 (al datore di lavoro o al CAF).